Qui non si può non essere di buon umore: le strade di modesta ampiezza
sono costeggiate da palazzi del XVII – XVIII sec., tinteggiati con colori
pastello; l’architettura, i sorrisi dei bahiani e l’azzurro del cielo mettono
allegria e gioia.
O Brasil não è só Ocidente, è
também África e Oriente (Lina Bo Bardi)
Il nord del Brasile è la parte più povera del paese e le difficoltà
economiche sono immediatamente visibili.
Uscendo da Salvador, per raggiungere le spiagge a nord della città, si
passa davanti a favelas enormi, delle quali non si vede la fine, e a villaggi,
intorno ai quali c’è poco o nulla.
La vita sembra scorrere lentamente: è il ritmo del nord – est.
Nonostante alcune, per la loro bellezza, siano molto turistiche, non
si può non restarne affascinati.
Si ha però l’impressione che quei luoghi, dai vialetti e le pousadas ben curate, i negozi e i bar, a
servizio dei turisti, siano solo la facciata e nascondano altro, che a noi non è
dato vedere.
Se ne può avere un’idea rinunciando ad un ritorno a Salvador da
turista, ma percorrendo le loro strade, prendendo i loro mezzi, barche e
autobus, dei quali non si sanno orari di arrivo e di partenza: sono i viaggi
più belli.



Francesca Sarno, dottoranda di Architettura Teorie e progetto, è in missione in Brasile per mettere a fuoco i temi della sua ricerca sulla Grande dimensione. Scrive delle lettere molto interessanti. La particolarità di queste corrispondenze e di tutte le corrsipondenze di amci, studenti, familiari eccetera è questa: siccome noi li conosciamo gli autori, è un poco come mettersi i nuovi google lens: vediamo una realtà che non conosciamo "attraverso il loro sguardo" e siccome questo sguardo, come dire, c'è noto, allor anche quello che ci raccontano in qualche modo è più personale, più interessante per noi. Esisteranno mille e mille descrizioni di Bahia, ma come dire a noi è questa qui che ci interessa.
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